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Serve davvero un certificato Cambridge per sapere l’inglese?

Di Carla Podworny

Una ragazza pensierosa alla scrivania tra due cartelli: uno indica un certificato, l'altro il mondo. Davanti a lei, un diploma arrotolato con un nastro dorato.

Ogni anno, più o meno a ottobre, arriva puntuale la stessa domanda:

“Carla, a scuola hanno lanciato il corso Cambridge. Dicono che in pochi mesi si può fare l’esame e prendere il certificato. Tu in quanto tempo lo prepari?”

È una domanda giustissima. E proprio per questo merita una risposta onesta.

Un’opportunità vera (ma non sempre la soluzione)

Molte scuole statali offrono corsi Cambridge pomeridiani, spesso gratuiti o a costi contenuti: le condizioni cambiano da scuola a scuola, ma in genere alle famiglie resta da pagare soprattutto l’esame. È un’iniziativa preziosa, e capisco benissimo perché un genitore la trovi irresistibile: pochi mesi di preparazione e il certificato quasi in tasca.

Lo so bene perché in questi corsi ho insegnato anch’io. E proprio per questo posso dirlo con sincerità: per chi ha già una base solida e vuole solo il certificato, è un’opportunità da non sprecare.

Ma bisogna essere onesti su cosa offrono davvero. Questi corsi preparano all’esame, non a sapere l’inglese. In poche ore e con gruppi numerosi, il tempo va tutto al formato della prova: non resta spazio per costruire basi, per parlare, per sbagliare e riprovare. E chi parte da una base fragile spesso arriva all’esame senza aver completato tutte le parti della prova, o senza aver mai fatto una simulazione completa con le regole vere di Cambridge: il tempo cronometrato, l’answer sheet, la tensione del giorno X. Soprattutto, ci arriva senza sentirsi a proprio agio.

Non è colpa di nessuno: è semplicemente il limite di un formato pensato per tanti, in poco tempo.

La vera domanda da farsi

Quando un genitore mi chiede “quanto tempo ci vuole?”, io rispondo con un’altra domanda:

Vuoi che tuo figlio o tua figlia ottenga un certificato, o che si porti a casa uno strumento vero?

Le due cose non sono in contraddizione: si possono avere entrambe. Ma bisogna sapere qual è la priorità. Perché un foglio di carta dice che hai superato un esame in un giorno preciso; l’inglese vero, invece, è quello che usi con sicurezza quando ti serve: in viaggio, all’università, al lavoro, con un’amicizia nuova.

I tempi reali per imparare una lingua

Imparare una lingua, o passare da un livello all’altro, non è automatico. Lo dice anche Cambridge: secondo le loro indicazioni, servono in media circa 200 ore di apprendimento guidato per passare da un livello al successivo, e per arrivare al B2 First si parla di circa 500-600 ore in totale, partendo da zero. Sono numeri orientativi, che cambiano da persona a persona, ma danno un’idea concreta.

Con lezioni individuali o in piccoli gruppi spesso si può andare più veloci, perché ogni minuto è dedicato a te. Ma è importante sapere che un percorso serio richiede tempo, e che nessuno, nemmeno io, può promettere un livello in “x mesi” senza conoscere la persona che studierà.

Quello che succede quando si parla davvero

Nelle mie lezioni do tantissimo spazio all’oralità. E mi è capitato tante volte di vedere ragazze e ragazzi che all’inizio parlavano pochissimo, tra timidezza e insicurezza, sbloccarsi in pochi mesi. Non perché avessero imparato più regole, ma perché avevano finalmente un posto sicuro dove sbagliare, riprovare e sentirsi capaci.

Chi arriva così all’esame non ha solo studiato le parti della prova: le ha vissute. Ha fatto simulazioni complete, conosce i tempi, sa cosa l’aspetta. E, cosa più importante, si sente protagonista del proprio percorso.

Allora, cosa scegliere?

Non esiste una risposta giusta per tutti. Ma ecco cosa direi a ogni famiglia:

  • Se l’obiettivo è solo il certificato, e c’è già una buona base, il corso della scuola può essere sufficiente.
  • Se l’obiettivo è un inglese solido, da usare con fiducia anche dopo l’esame, allora vale la pena scegliere un percorso più personalizzato. Il risultato sulla carta sarà lo stesso, il certificato, ma con in più un’esperienza diretta con la lingua e tutte le competenze sviluppate davvero.

Il certificato non è il traguardo

Il certificato è una tappa bellissima, e sono felice ogni volta che chi studia con me lo ottiene. Ma il vero traguardo è un altro: sentirsi a proprio agio in inglese, senza paura di sbagliare.

Se vuoi capire insieme qual è il percorso giusto per tuo figlio o tua figlia (o per te!), il primo incontro è gratuito. Parliamone: ti ascolto, ci conosciamo e ti dico onestamente cosa vedo. Puoi scrivermi su WhatsApp dal sito.

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